gita liceo

Undici anni orsono -quando la mia passione per i viaggi non era ancora esplosa- ho visitato la città di [color=red]Praga[/color]. Era una gita scolastica, e questa meta ci era stata per lo più imposta dai professori (che ci avevano indottrinati a dovere sui significati storici/politici/sociologici di quello che andavamo a vedere).
Noi studenti a dire il vero non eravamo particolarmente entusiasti della scelta, però si sa...la mentalità degli studenti è quella che è, ed è uguale ovunque: purchè si andasse via 5 giorni qualunque meta sarebbe andata bene. E così fu. Un lungo viaggio in pullman, due classi di teste calde che mal si sopportavano, chitarre, casino e "buoni propositi"...che ve lo dico a fare.


vediamo se mi trovate : :e055.gif: :

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Finalmente si arrivò, e ricordo che al primo sguardo Praga mi sembrò davvero strana: edifici strani, atmosera strana...per non parlare della lingua che era davvero off-limits, indecifrabile. Ci sistemarono all'hotel Olsanka (lo ricordo ancora perchè un nome così rimane in mente), un hotel enorme e moderno e abbastanza anonimo, con grandi tappeti verdi. Non chiedetemi dove fosse posizionato in città, non saprei dirvelo: l'unica cosa che ricordo è che di notte si saltava in incognito da una camera all'altra per festeggiare.

Ricordo anche che il cibo era così e così (ma in generale la cucina ceca non mi ha entusiasmato neanche un po'. Rape...crauti...brodini strani...). E non bevendo nemmeno la birra (bevanda nazionale) il mio tour gastronomico fu disastroso :fischietto.gif:


Ma parliamo della città: strana è proprio l'aggettivo giusto. Sono assolutamente convinta che visitandola adesso da adulta la capirei di più. Secondo me un viaggio -breve o lungo che sia- deve avere una motivazione alla base, uno scopo, una curiosità da soddisfare...bisogna dargli un senso...e in quel contesto si era troppo piccoli per capire questa cosa. Quindi Praga non mi colpì. Però qualcosa mi era piaciuto: ad esempio il [color=red]Ponte Carlo[/color]. Contornato di statue enormi, fregi dorati, uno splendido panorama sul fiume Moldava, tanti artisti di strada disseminati ovunque.

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Poi ricordo un edificio particolarissimo che mi sembrava il castello delle streghe, con quelle due torri gotiche alte alte e tutte quelle guglie minacciose: era una chiesa, la [color=red]Chiesa di Tyn[/color].

Io e la Chiesa di Tyn
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Poi ricordo anche il [color=red]Vicolo d'Oro[/color], una viuzza di cui il professore ci aveva narrato mari e monti, soprattutto perchè vi aveva abitato Kafka. Ma neanche quello riuscì a colpirmi: avevo immaginato che fosse un vicoletto "storico", dal profumo di passato (leggenda vuole che il suo nome "vicolo d'oro" fosse dovuto alla presenza di alchimisti alla ricerca della formula magica per creare l'oro. Fatto sta che nel '600 i laboratori degli orafi qui c'erano davvero). La mia perplessità era dovuta al fatto che sembrasse quasi una cosa "finta", troppo perfetta, troppo in ordine...niente sapore d'altri tempi.

[IMG]http://www.fotoinviaggio.it/gallery/images/17/1_praga__hradcany_vicolo_d_oro.jpg[/IMG]



Un'altra mezza delusione era stato anche l'[color=red]Orologio Astronomico[/color] (anche lì ci aspettavamo chissà che cosa. E' un orologio particolare situato su una torre nella piazza principale della città vecchia, e allo scoccare dell'ora si aprono delle finestrelle e saltano fuori delle statuette che si muovono: sono uno scheletro (la morte) che suona la campana, e gli altri sono i 12 Apostoli. E' molto particolare però dura pochissimo...Eravamo tutti col naso all'insù per vedere questo spettacolo, ma molti di noi non riuscirono neppure a scattare la foto...Zac! tutto finito in men che non si dica. Bah...


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Una cosa che invece avevo trovato davvero interessante era stata la visita -sempre tra i vicoletti della città vecchia- di un [color=red]laboratorio di cristalli[/color]: molto suggestivo vedere i maestri artigiani che si destreggiavano con le fiamme e col vetro plasmando oggetti bellissimi.
Un'altra cosa carina era stata la [color=red]crociera sulla Moldava[/color]: panorami da cartolina e merenda a bordo.

[IMG]http://www.aiduemondi.com/img/loc5_b.jpg[/IMG]



Poi ricordo che ci portarono al [color=red]Castello di Karlstein[/color] (ma di questo ricordo solo che la strada era in salita, e io e altre 4 donzelle mie compagne avevamo pensato bene di farci portare comodamente in carrozza (hihih!! che sfaticate! i nostri compagni che salivano a piedi e ci vedevano "in trono" facevano un sacco di smorfie e di versi...che ridere).


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Poi avrò visto un sacco di altre cose in città, ma sinceramente non me ne ricordo. Però voglio concludere con un'immagine che fu davvero di forte impatto: il [color=red]Cimitero Ebraico[/color]. In mezzo alla città vecchia, un pezzo di terra con migliaia di lapidi una diversa dall'altra, di diversi materiali, diversi colori, diverse epoche...tutte addossate, mezze sovrapposte, mezze storte...ed erano tantissime...Strana sensazione vedere una distesa di tombe sistemate in quel modo...surreale e inquietante. I miei compagni maschi avevano dovuto indossare la kippa (il copricapo circolare ebraico).


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Ma la nostra gita non si fermò a Praga. Proseguì con quella che -ad oggi- rimane una delle esperienze più particolari e commoventi: la visita a un lager nazista, Mauthausen, teatro della più grande vergogna del secolo scorso. Ma questa è un'altra storia.
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bolzano2

Dopo il mio racconto, nel caso vi fosse venuta voglia di fare una gitina lassù a Bolzano e dintorni...vi segnalo un bel sito con tante info utili al riguardo (come arrivare, dove alloggiare, cosa vedere, eventi, ecc..): www.bolzano.net

Questo invece è il sito ufficiale su Otzi, l'Uomo venuto dal ghiaccio" : www.iceman.it
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Destinazione [color=red]Bolzano, Alto Adige[/color]
Scopo del viaggio [color=red]tradizionali mercatini natalizi + Otzi “l’uomo venuto dal ghiaccio” [/color]
Mezzo di trasporto [color=red]treno Eurocity da Milano (poco più di 3 ore di viaggio)[/color]


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Bolzano è una città carinissima dall’atmosfera medievale, raccolta e accogliente come solo una cittadina di montagna sa essere. Viuzze strette, portici antichi, piazzette, cortili…e ovunque quel particolare accento contaminato dal tedesco (qui il tedesco è parlato anche più dell’italiano). Alzi gli occhi e sei circondato da vette innevate; cammini per le stradine ed è tutto un alternarsi di negozietti e botteghe che vendono prodotti dell’artigianato altoatesino, oltre alla forte presenza di boutique delle migliori marche. E oltre a ciò i colori e le sfavillanti luci del Natale, alberelli e decorazioni illuminate, nell’aria il profumo di caldarroste e vin brulè.
E poi freddo, tanto freddo!


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Il mercatino natalizio in sè è molto grazioso: file di piccole baite addobbate e luccicanti espongono una grande varietà di prodotti. Il legno intagliato va per la maggiore: splendidi i presepi di legno, di ogni forma e grandezza (e prezzo!), troppo forti gli animaletti del bosco costruiti interamente da pezzetti di legno assemblati, e i tronchetti di legno trasformati in portacandele…una meraviglia! E poi le baite coi prodotti gastronomici tipici, dallo speck ai canederli, dal miele allo strudel..


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Speck

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E che dire delle pasticcerie sparse per la città?Credo siano più numerose degli stessi abitanti : :21.gif: :
vetrine cariche di dolcetti tipici, strudel, zelten, krapfen, sachertorte, oltre a splendide e fantasiose creazioni al cioccolato coi soggetti del Natale (presepi di biscotto e marzapane, angioletti e pastori di glassa…insomma, la felicità dei golosi.


[URL=http://img41.imageshack.us/i/bolzano08.jpg/][IMG]http://img41.imageshack.us/img41/3005/bolzano08.jpg[/IMG][/URL]



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Sede dei mercatini è [color=red]Piazza Walther[/color],situata in pieno centro a soli 200 metri dalla stazione. Prende il nome da Walther von der Vogelweide, grande poeta trovatore (ca. 1168 - ca. 1228) ed è considerata “il salotto” di Bolzano (qui si svolgono tutte le feste e manifestazioni importanti: Festa della Città, Festa dello speck, Festa della Zucca, Mercato dei Fiori...


[URL=http://img690.imageshack.us/i/bolzano16.jpg/][IMG]http://img690.imageshack.us/img690/9333/bolzano16.jpg[/IMG][/URL]



[URL=http://img690.imageshack.us/i/bolzano17.jpg/][IMG]http://img690.imageshack.us/img690/2813/bolzano17.jpg[/IMG][/URL]




Piazza Walther è sovrastata dal [color=red]Duomo[/color] di Bolzano, bell’ esempio di architettura gotica (splendido il tetto verde-oro).

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Tutto intorno a Piazza Walther sorgono bar, negozi e pasticcerie, tra cui spicca il [color=red]“Sacher Shop”[/color], l’unico rivenditore di torte Sacher oltre i confini del’Austria (patria del marchio Sacher).

[URL=http://img41.imageshack.us/i/bolzano22.jpg/][IMG]http://img41.imageshack.us/img41/7153/bolzano22.jpg[/IMG][/URL]------------[URL=http://img41.imageshack.us/i/bolzano23.jpg/][IMG]http://img41.imageshack.us/img41/9379/bolzano23.jpg[/IMG][/URL]



[IMG]http://www.sacher.com/images/sideimg/original_sacher_torte.jpg[/IMG]
[color=purple][font=Optima](per i pochi che non lo sapessero, Sacher è un nome conosciuto in tutto il mondo dagli appassionati di cioccolato. La torta Sacher viene prodotta da ben 175 anni esclusivamente nella pasticceria Sacher a Vienna, che custodisce gelosamente la ricetta originale. La Torta Sacher è un soffice dolce al cioccolato farcito con uno strato di marmellata di albicocche e ricoperto con una ricca glassa di cioccolato, e viene confezionata in originali cofanetti di legno che ne conservano la qualità. La denominazione Torta Originale Sacher è protetta,e di proprietà del Sacher Hotel di Vienna. Il nome ed il prodotto sono registrati a livello mondiale, e non esiste alcuna licenza di rivendita. Attualmente dai forni escono ogni giorno diverse centinaia di confezioni per essere inviate alle pasticcerie, ai caffè e nei centri-shop che Sacher gestisce in proprio sotto questo nome.
Ma da dove arriva la leggenda di questo dolce?Vienna,anno 1832. La leggenda narra di Franz Sacher, giovane apprendista cuoco alla corte del Principe Metternich, che a causa dell’improvvisa malattia del capo cuoco dovette improvvisare un dessert speciale per alcuni ospiti di riguardo... Lui creò una delicata torta al cioccolato con la farcitura di marmellata di albicocche leggermente speziata e ricoperta con una ricca glassa di cioccolato. Il gradimento degi ospiti si rivelò stravolgente. In breve tempo il dolce, chiamato appunto Torta Sacher, divenne famoso e richiesto in tutti i casati nobilari e alle feste dell’alta società europea.
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Oltre a Piazza Walther il centro storico di Bolzano è ricco di piazze. Una di queste è [color=red]Piazza Erbe[/color], dove dal 1295 tutti i giorni tranne il sabato pomeriggio e la domenica si tiene il mercato di frutta e verdura.
Una curiosità: a fine ‘700 in un hotel in questa piazza soggiornarono Goethe e Mozart.

[URL=http://img412.imageshack.us/i/bolzano20.jpg/][IMG]http://img412.imageshack.us/img412/1053/bolzano20.jpg[/IMG][/URL]------------[URL=http://img412.imageshack.us/i/bolzano14.jpg/][IMG]http://img412.imageshack.us/img412/7962/bolzano14.jpg[/IMG][/URL]




La [color=red]Fontana di Nettuno[/color] al centro della piazza che i bolzanini chiamano "oste con la forchetta" (per il tridente), fu eretta nel ‘700 e sostituì la precedente gogna pubblica per i contadini. . E' stata classificata tra le 100 fontane più belle d'Italia e rappresenta il dio del mare con tre delfini sopra grandi coppe a conchiglia in bronzo.

[URL=http://img412.imageshack.us/i/bolzano19.jpg/][IMG]http://img412.imageshack.us/img412/3269/bolzano19.jpg[/IMG][/URL]





[URL=http://img412.imageshack.us/i/bolzano10.jpg/][IMG]http://img412.imageshack.us/img412/9886/bolzano10.jpg[/IMG][/URL]
Ma il pezzo forte della giornata è stata la visita al [color=red]Museo Archeologico dell’Alto Adige[/color], famoso in tutto il mondo per la mummia [color=red]Ötzi, l'uomo venuto dal ghiaccio[/color]. La visita è stata emozionante! L’intera vicenda è davvero incredibile, si parla della scoperta archeologica più importante del secolo. Il suo ritrovamento(avvenuto nel 1991)è unico e particolare perché quest’uomo vissuto nel 3000 a.C. si è conservato perfettamente, con tanto di vestiario ed equipaggiamento completo.
L'intera vicenda, la scoperta, il recupero, le successive campagne di scavi, gli esami clinici, è illustrata dettagliatamente al museo con l'ausilio di pannelli esplicativi, foto, filmati e stazioni multimediali interattive. E alla fine del percorso, in una cella frigorifera c’è lui, il nostro “avo”, perfettamente conservato, direttamente dall’Età del Rame. Pensate che quando il faraone egiziano Cheope fece costruire la Piramide che porta il suo nome, l’Uomo venuto dal ghiaccio giaceva sotto un manto di neve e ghiaccio già da 600 anni!

Ma leggete qui sotto l’intera avventura: ne rimarrete affascinati!










[color=purple][size=7]”L’Uomo venuto dal ghiaccio”[/size][/color] esposto al Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano è una delle mummie più famose e importanti del mondo.

[size=7][font=Times][color=green]La scoperta[/color][/font][/size] Giovedì, 19 settembre 1991 – ore 13.30, Alpi Venoste – Giogo di Tisa – 3210 m s.l.m.(Alto Adige, Italia)
[URL=http://img36.imageshack.us/i/bolzano27.jpg/][IMG]http://img36.imageshack.us/img36/9420/bolzano27.jpg[/IMG][/URL]
In una giornata di sole Erika ed Helmut Simon, due turisti di Norimberga (Germania) stanno facendo un’escursione in quota sulle Alpi Venoste. Durante la discesa dalla Punta di Finale, nei pressi del Giogo di Tisa, prendono una scorciatoia e perdono il sentiero. Mentre costeggiano una conca piena di acqua di fusione, notano sul fondo qualcosa di scuro. Lì per lì pensano a dei rifiuti, ma quando arrivano più vicini si accorgono, spaventati, di aver trovato il corpo di un uomo. Dal ghiaccio – o meglio, dall’acqua che deriva dallo scioglimento dei ghiacci, emergono la nuca, le spalle nude e parte della schiena. Il corpo giace supino, con il torace riverso su una lastra di pietra, il volto è nascosto. I due escursionisti vedono accanto al corpo della corteccia di betulla arrotolata. Prima di andarsene, sconvolti, scattano una fotografia per documentare il ritrovamento, convinti di aver trovato i resti di un alpinista scomparso qualche anno prima. In quel momento nessuno può immaginare che il corpo e i resti ritrovati accanto a lui presto diventeranno famosi in tutto il mondo. Così ha inizio la storia della maggiore scoperta archeologica del secolo.



[color=green][size=7][font=Times]Il recupero[/font][/size][/color] Venerdì 20 settembre 1991 e segg.
[URL=http://img36.imageshack.us/i/bolzano28.jpg/][IMG]http://img36.imageshack.us/img36/3651/bolzano28.jpg[/IMG][/URL]
Il giorno dopo il ritrovamento del corpo una squadra di soccorso austriaca avvia i primi tentativi di recupero. Il tempo è peggiorato molto; servendosi di un martello pneumatico, il gendarme austriaco Anton Koler e il gestore di rifugio Markus Pirpamer, cercano di dissotterrare il corpo. Il flusso continuo dell’acqua di fusione, però, li costringe a lavorare anche sott’acqua. Frattanto il tempo continua a peggiorare e il martello pneumatico si rompe, obbligando la squadra a interrompere i lavori. Il giorno dopo non è possibile riprendere l’intervento di recupero, perché non ci sono elicotteri disponibili. Durante la notte cade la neve e le freddissime temperature notturne hanno nuovamente congelato il corpo. Il giorno dopo, i Il recupero è condotto sotto la guida di Rainer Henn, dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Innsbruck e ripreso con la telecamera. Ancora oggi quelle riprese costituiscono un documento importante, perché non era presente alcun archeologo. La mummia viene liberata completamente dal ghiaccio usando una piccozza alpina e una racchetta da sci. Dall’acqua di scioglimento dei ghiacciai emergono molti resti di cuoio e pelliccia, cordini, lacci e ciuffi d’erba, che giacevano ammucchiati accanto al cadavere; fra i reperti c’è anche un pugnale con la lama di selce e il manico di legno e un'ascia con la lama di rame. Infine, il corpo e i reperti vengono messi in un sacco mortuario e trasportati in elicottero a Vent, nell’Ötztal (Austria). Per ordine della Procura di Stato un carro funebre trasporta la cassa all’Istituto di Medicina Legale di Innsbruck.


[URL=http://img707.imageshack.us/i/bolzano33.jpg/][IMG]http://img707.imageshack.us/img707/7236/bolzano33.jpg[/IMG][/URL]
[color=green][size=7][font=Times]Il luogo del ritrovamento [/font][/size][/color]si trova a 3210 m s.l.m. nei pressi del sentiero che dal rifugio Similaun porta al Giogo di Tisa. È una conca naturale circondata da costoni di roccia scoscesi. In fondo al crepaccio ci sono molti grossi macigni: la mummia era riversa su un grande blocco di granito chiaro, sul lato occidentale della roccia. Il terreno ha protetto i reperti dall’enorme potenza del ghiaccio che si è depositato sulla conca con il passare del tempo. Oggi questo punto non è più coperto dal ghiaccio, ma nel 1922, quando è stato tracciato il confine di Stato fra Italia e Austria , c’era uno strato di neve di 20m.


[color=green][size=7][font=Times]La questione del confine[/font][/size][/color]
Poco dopo il recupero, si è sparsa la voce che la mummia era stata trovata in territorio italiano, anziché austriaco come si era pensato in principio.
Secondo il trattato di St. Germain-en-Laye, stipulato nel 1919 fra la Repubblica austriaca, le Potenze Centrali e quelle vincitrici della 1° Guerra Mondiale, il confine correva lungo lo spartiacque che separa le valli dell’Adige e dell’Inn. All’epoca, però, nell’area del Giogo di Tisa lo spartiacque era coperto di ghiaccio e quindi non era stato possibile stabilire esattamente dove passasse. Il nuovo rilevamento del confine disposto dalle autorità il 2 ottobre 1991 ha decretato che il luogo del ritrovamento si trova esattamente a 92,56 m entro il confine di Stato italiano, su territorio altoatesino. L’amministrazione dell’Alto Adige, quindi, ha rivendicato la proprietà della mummia e degli oggetti ritrovati, che però da contratto dovevano rimanere presso l’Università di Innsbruck fino alla fine delle ricerche scientifiche. Le autorità altoatesine, inoltre, hanno autorizzato l’Istituto di preistoria e protostoria dell’Università di Innsbruck a condurre subito le ricerche archeologiche successive alla scoperta. Oggi sul luogo del ritrovamento della mummia dei ghiacci si erge una piramide di pietra alta 4 metri.




[URL=http://img707.imageshack.us/i/bolzano30.jpg/][IMG]http://img707.imageshack.us/img707/2851/bolzano30.jpg[/IMG][/URL]
[color=green][size=7][font=Times]Come si è mantenuto intatto?[/font][/size][/color]
La serie di coincidenze è davvero incredibile:
1. Il corpo deve essere stato ricoperto di neve e poi di ghiaccio subito dopo la morte. Solo questo può aver impedito che venisse mangiato dagli animali o si decomponesse.
Non possiamo affermare con certezza se in qualche occasione nel corso dei millenni la neve che copriva la mummia si sia sciolta. I dati paleoclimatici documentano fasi calde nella seconda metà del III millennio a.C. e in epoca romana, durante le quali il ghiaccio della conca si sarebbe potuto sciogliere.
2. La profondità della conca, in posizione trasversale rispetto alla direzione di scorrimento del ghiacciaio, ha evitato lo schiacciamento del corpo e degli oggetti sul fondo: le enormi masse di ghiaccio hanno potuto scorrere sulla conca lasciando intatto il complesso archeologico.
3. Nel 1991, dallo sciogliersi della neve al momento della scoperta e del recupero, il complesso archeologico è stato esposto solo brevemente ai danni dei raggi solari, del vento e delle intemperie.



[URL=http://img707.imageshack.us/i/bolzano34.jpg/][IMG]http://img707.imageshack.us/img707/9186/bolzano34.jpg[/IMG][/URL]
[color=green][size=7][font=Times]Come è morto?[/font][/size][/color]
Nel luglio 2001, cioè quasi 10 anni dopo il ritrovamento della mummia, i nostri consulenti, il Dott. Egarter Vigl e il Dott. Gostner, hanno fatto una scoperta emozionante. Esaminando nuove radiografie hanno osservato un corpo estraneo nella regione della spalla sinistra di Ötzi. Grazie ad esami approfonditi è stato fugato ogni dubbio: si tratta di una punta di freccia in selce. Molto probabilmente dunque, Ötzi è morto a causa di una ferita da freccia alla spalla.
Ulteriori dettagli sono emersi ad una più attenta analisi della parte sinistra della schiena. Lì il Dott. Egarter Vigl ha notato una piccola ferita, che dalla cute scende in profondità nel corpo. La punta di freccia ha provocato un foro di ca. 2 cm nella scapola sinistra, fermandosi nei tessuti a pochi millimetri dai polmoni. Non ha colpito, dunque, alcun organo vitale, ma ha raggiunto i fasci vasomotori del braccio sinistro e molti vasi sanguigni. La loro lesione deve aver causato una forte emorragia e, probabilmente, la paralisi del braccio. L’Uomo venuto dal ghiaccio deve essere morto dissanguato in pochi minuti.
Su una mano sono state rilevate inoltre una ferita profonda, molte escoriazioni e delle contusioni, derivanti da una lotta corpo a corpo che risale senz’altro a poco prima della morte. La recente scoperta di un trauma cranico con forte emorragia nella zona posteriore del cervello e una frattura del cranio fanno ipotizzare una caduta o un’aggressione.


[color=green][size=7][font=Times]Quando è morto?[/font][/size][/color]
Durante le ricerche sui resti alimentari contenuti nello stomaco di Ötzi all’Istituto di botanica dell’Università di Innsbruck sono stati esaminati anche vari pollini: ne sono stati individuati 30 tipi diversi, ingeriti con il cibo, l’acqua e l’aria.
La maggior parte sono pollini d’albero, che forniscono indicazioni importanti sull’ultimo luogo di sosta di Ötzi prima di lasciare la valle per salire in quota. Le specie di albero riconducono ad una tipologia di bosco misto tipico della Val Venosta e specialmente della Val Senales. Particolarmente interessante è la presenza della carpinella che cresce soltanto a sud delle Alpi. In base al grado di digestione dei pollini i botanici ritengono che l’Uomo venuto dal ghiaccio fosse in Val Venosta 12 ore prima di morire. La fase della fioritura dei diversi pollini consente anche di stabilire il periodo della morte di Ötzi: prevalgono nettamente i pollini che fioriscono in primavera. La carpinella, ad esempio, fiorisce da marzo a giugno. Un altro indizio ci è dato dalle foglie di acero riccio trovate nei recipienti in corteccia di betulla. Come testimonia il contenuto di clorofilla, queste foglie erano state raccolte fresche, quindi fra giugno e settembre. Ciò sembrerebbe contrastare con la prugnola che Ötzi aveva con sé e che avrebbe potuto raccogliere solo fra luglio e novembre. In realtà, Ötzi avrebbe potuto avere la prugnola con sé anche da molto tempo, conservandola fra le sue cose. Da tutte queste informazioni gli scienziati deducono che l’Uomo venuto dal ghiaccio sia morto in primavera o all’inizio dell’estate.



[URL=http://img707.imageshack.us/i/bolzano31.jpg/][IMG]http://img707.imageshack.us/img707/4360/bolzano31.jpg[/IMG][/URL]
[color=green][size=7][font=Times]Abbigliamento ed equipaggiamento[/font][/size][/color]
Il complesso del ritrovamento del »l’Uomo venuto dal ghiaccio« ci fornisce un quadro mai tracciato prima d’ora della vita quotidiana e dell’aspetto di un abitante delle Alpi dell’Età del rame vissuto oltre 5000 anni fa. In condizioni »normali« di conservazione, infatti, gli indumenti e le parti del suo equipaggiamento in materiale organico non si sarebbero conservati. Ötzi aveva con sé un equipaggiamento completo ed efficace, che gli consentiva di trattenersi lontano dal suo accampamento per vario tempo e procurarsi il necessario per vivere. Grazie agli strumenti che aveva con sé poteva anche costruire o riparare degli oggetti.



[URL=http://img707.imageshack.us/i/bolzano35.jpg/][IMG]http://img707.imageshack.us/img707/3105/bolzano35.jpg[/IMG][/URL]
[color=green][size=7][font=Times]Chi era Ötzi?[/font][/size][/color]
Per determinare lo status sociale di Ötzi, l’ascia di rame che egli aveva con sé svolge un ruolo determinante. Nell'età del rame ascia e pugnale di questo metallo degli status symbol e indicavano il rango di capi e guerrieri, come testimoniano anche le statue-stele maschili di quel periodo. È probabile che l’Uomo venuto dal ghiaccio e la sua famiglia avessero dunque una posizione di rilievo all’interno della comunità: si può ipotizzare che Ötzi fosse un proprietario di greggi, un capo o una persona influente nel villaggio.
Riguardo il suo ruolo nella comunità del villaggio sono state formulate numerose teorie. Infine, basandosi sull’equipaggiamento, l’Uomo venuto dal ghiaccio è stato identificato come un pastore o un transumante. La transumanza era un compito di grande responsabilità e strettamente legato all’economia della comunità stanziale. Oltre alla custodia delle greggi questa attività prevedeva la caccia, l’approvvigionamento di cibo e la riparazione del vestiario e dell’equipaggiamento danneggiati. E in effetti l’abbigliamento e l’equipaggiamento di Ötzi possono essere compatibili con tutte queste attività. Il suo equipaggiamento – in particolare il portabraci – rivela che era attrezzato per una permanenza di alcuni giorni in alta montagna. I residui di cereali sui vestiti e nel portabraci testimoniano anche che Ötzi aveva avuto un contatto con l’insediamento della valle poco tempo prima del decesso.
Compatibile con questa teoria è anche il luogo di ritrovamento, collocato nei pressi di un importante valico che porta dalla Val Senales all’Ötztal. È dimostrato, infatti, che nella parte terminale dell’Ötztal i pascoli montani, oltre il limite boschivo, erano utilizzati dall’uomo come zona di pascolo fin dal Neolitico.
Contro la possibile identificazione dell’Uomo venuto dal ghiaccio come pastore transumante c’è il fatto che né sugli abiti né sul luogo del ritrovamento sono attestate tracce di pecore, capre o cani, mentre come pastore Ötzi avrebbe sicuramente avuto dei contatti con questi animali affidati a lui.
Poco dopo il ritrovamento della mummia è corsa la voce che l’Uomo venuto dal ghiaccio fosse un reietto della società o un fuggiasco. In effetti, le informazioni più recenti sulle cause della sua morte e le ferite alle mani e al capo gettano una nuova luce sulla teoria della fuga. Risulta che poco prima di morire l’Uomo venuto dal ghiaccio è stato coinvolto in una lotta, che potrebbe averlo indotto a fuggire in alta montagna. Ötzi è stato quasi raggiunto dai suoi aggressori e colpito con una freccia; pare che con le ultime forze abbia seminato i suoi inseguitori e raggiunto la conca rocciosa dove, però, è morto per le conseguenze dell’attacco.


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[color=green][size=7][font=Times]L’incredibile antichità della mummia[/font][/size][/color]
Finalmente, sei giorni dopo la scoperta della mummia, viene convocato un archeologo: il Prof. Konrad Spindler, ordinario di preistoria e protostoria dell’Università di Innsbruck, esamina il corpo e i suoi reperti. Sulla base delle tipologia dell’ascia egli attribuisce al complesso una datazione »di almeno 4.000 anni«. È la prima scoperta al mondo di un corpo umano così ben conservato, datato a diversi millenni fa e per giunta conservato con l’abbigliamento completo e numerosi oggetti di equipaggiamento. La prova definitiva dell’effettiva e straordinaria antichità della mummia viene dalla datazione al carbonio 14, un metodo molto usato in archeologia per stabilire l’antichità del materiale organico. Vari campioni di tessuto del corpo e dei reperti sono stati esaminati in ben quattro istituti diversi, con risultati identici: l’Uomo venuto dal ghiaccio è vissuto fra il 3350 e il 3100 a.C.
L’Uomo venuto dal ghiaccio, dunque, è vissuto oltre 5000 anni fa, nell’epoca in cui il rame viene introdotto in Europa come nuovo materiale di lavorazione e trasforma radicalmente l’economia e la società. Quando il faraone egiziano Cheope fa costruire la grande Piramide che porta il suo nome, l’Uomo venuto dal ghiaccio giace sotto un manto di neve e ghiaccio da 600 anni. Anche il famoso sito di Stonehenge, in Inghilterra, risale ad alcuni secoli dopo la sua morte.


[color=green][size=7][font=Times]Cos’ha di straordinario l’Uomo venuto dal ghiaccio?[/font][/size][/color]
Al mondo esistono moltissime mummie artificiali. Alcune culture antiche, infatti, trattavano i corpi dei loro defunti per prevenirne la decomposizione: è il caso degli Egiziani, ma anche di sepolture trovate in Cile, in Perù e in Groenlandia. Le mummie naturali solitamente vengono rinvenute in torbiere; la maggior parte risale all’epoca della nascita di Cristo.
L’Uomo venuto dal ghiaccio è una delle mummie più antiche del mondo. Non è solo l’antichità, però, a renderlo così prezioso per la scienza, ma anche il tipo di mummificazione. Ötzi, infatti, è una cosiddetta “mummia umida”, chiamata così perché le cellule del suo corpo conservano ancora dell’umidità. Poiché i tessuti sono elastici è possibile innanzitutto sottoporli ad analisi scientifiche. Inoltre, trattandosi di una mummia naturale, il corpo non è stato modificato da trattamenti rituali od altri interventi umani. L’Uomo venuto dal ghiaccio, con il suo equipaggiamento e tutti i suoi indumenti, ci appare oggi come fosse appena stato strappato alla vita.

Pensate che dagli esami clinici è stato possibile stabilire anche l'età e le caratteristiche fisiche di Otzi: aveva 46 anni, occhi azzurri, capelli neri o castano scuro. Il suo peso si aggirava sui 60 kg (oggi lo scheletro pesa 13 kg), e la sua alterzza era di circa 160 cm.


Otzi nella cella frigorifera in cui è conservato
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[color=green][size=7][font=Times]La maledizione di Ötzi[/font][/size][/color]
Alcune persone coinvolte nel recupero della mummia o nelle indagini scientifiche su Ötzi hanno perso la vita in misteriosi incidenti. La stampa sensazionalistica ha collegato questi decessi alla “maledizione di Ötzi”: è nata infatti una leggenda secondo cui una maledizione sarebbe stata lanciata dalla mummia per punire chi ha turbato il suo riposo. Del resto le mummie sono spesso al centro di questo processo psicologico: la loro incorruttibilità è stata oggetto di venerazione per secoli. La loro capacità di attraversare il tempo, cosa che un comune mortale non potrebbe fare, le rende ambasciatori della natura umana nell'aldilà eterno. Ötzi è un essere veramente eccezionale, perché ci vogliono circostanze straordinarie affinché il corpo di un uomo attraversi indenne una piccola eternità durata 5300 anni". Una sorta di messaggero dal passato, dunque.
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lisbona quattro

Ma veniamo alle curiosità, ai consigli pratici e alle note pittoresche. :fortuna:

-Per quanto riguarda gli [color=green]spostamenti[/color] in città, è utile acquistare una tessera ricaricabile (Viva Viagem) effettuando una ricarica in base al numero dei giorni di permanenza e che consenta di servirsi sia di bus che di tram e di metrò. La ricarica per 3 giorni costa circa 10 euro ed è risultata comodissima. Potete acquistarla direttamente nelle stazioni della metropolitana, e dovete usarla sia in entrata che in uscita dalla metropolitana.



-Per quanto riguarda il [color=green]cibo[/color]…state sul [color=green]pesce, pesce e ancora pesce!![/color] A Lisbona è freschissimo ed economico, approfittatene! Salmao, bacalhau, sardinas, mariscos…cucinati nei più svariati modi. I ristoranti espongono il pesce fresco in vetrina.

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I ristorantini più pittoreschi sono le [color=green]“tascas”[/color], ossia veri e propri buchi con pochissimi tavolini e con proprietari per lo più stravaganti : :1290.gif: : ) Ce ne sono tantissime sparse per la città e nascoste tra i vicoli. Vi consiglio un paio di luoghi in cui mi hanno portato gli amici lisboeti:

Moura Saluquia: Rua do Duque , quartiere Rossio,

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“O Tachadas” (detto “Carnaro”): Rua de Esperança 174, quartiere Santos
(specialità carne, ma anche il pesce è buonissimo)

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-Ma un must a Lisbona sono i [color=green]dolci! [/color]Ogni due metri vi imbatterete in una “Pastelaria” (pasticceria), e sarete tentati ad entrare. Ovviamente per i dolcini tipici ([color=green]Pasteis de Belem[/color]) dovete assolutamente andare nell’omonima pasticceria di Belem: gli azulejos bianchi e blu e l’atmosfera retrò vi incanteranno, e le pasteis vi delizieranno! Provare per credere.

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Ma ci sono anche altri dolci buonissimi da provare come dessert: ottima è la [color=green]“Baba de Camelo”[/color] (bava di cammello) , che nonostante il nome è una bontà, poi l’[color=green]arroz doce[/color] ( il riso a latte), e il [color=green]leite creme[/color] (dlce al latte)….e oltre a ciò numerosi [color=green]bolos[/color] (torte).

Bava di cammello

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Bolos

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Da bere invece, dovete provare sicuramente la [color=green]Ginjinha[/color] (liquore tipico alla ciliegia. Come ho già accennato sopra, in alcuni luoghi (ad esempio al Kamasutra lo servono nel bicchierino di cioccolato).

Kamasutra: Travessa de Espera, quartiere Bairro Alto

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Molto buono è anche il liquore tipico alla mandorla ([color=green]amendoa amarga[/color]) servito con ghiaccio e limone.
Infiniti sono i localini (anch’essi piccolissimi e semplici). Se passate dal [color=green]Mezcal[/color], entrate a spiare il padrone (buahahaha). : :1290.gif: :
Mezcal: Travessa Agua da Flor , quartiere Bairro Alto

















-Per quanto riguarda i souvenir, tipici sono gli [color=green]azulejos[/color] (le piastrelle di ceramica da fissare al muro o da esporre con un supporto). C’è l’imbarazzo della scelta, per colori, dimensioni e composizioni.

[URL=http://img189.imageshack.us/i/dscn8614.jpg/][IMG]http://img189.imageshack.us/img189/7884/dscn8614.jpg[/IMG][/URL].......[URL=http://img189.imageshack.us/i/dscn8615.jpg/][IMG]http://img189.imageshack.us/img189/6283/dscn8615.jpg[/IMG][/URL]



Poi altrettanto tipici sono gli [color=green]oggetti in sughero[/color] più disparati, dalle borse alle cartoline. Anche le [color=green]bottigliette mignon di Porto[/color] sono un bel pensierino (occhio perché poi in aeroporto ve le controlleranno accuratamente come è successo a me…).

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Anche i [color=green]galletti di Barcelos[/color] sono soprammobilini carini e colorati.


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-Infine, capitolo meteo. Grazie alle previsioni, pensavamo di trovare un bel clima mite…e così abbiamo (anzi ho) portato vestiti piuttosto leggeri….Niente di più sbagliato! L’arietta fredda –in particolar modo di sera- era paralizzante! Quindi non credete a chi vi dice che lì si può stare a maniche corte anche in dicembre!


[color=red][size=7]AND NOW.....[/size][/color]devo fare alcuni ringraziamenti....
Un grande GRAZIE va a Matteo, gentilissimo, che ci ha accolti a Lisbona, ci ha portati in giro pazientemente, ci ha fatto scoprire tanto cose, ha parlato il portoghese per noi... : :1290.gif: : ..e soprattutto ha sopportato i nostri skleri! : :21.gif: : Grazie Grazie Grazie : :04.gif: : :
Poi un ringraziamento collettivo a tutti i ragazzi italiani e non, conosciuti a Lisbona, che hanno reso il nostro soggiorno ancora più divertente :Gruppo.gif:
Poi ...ehehe....come faccio a tralasciare i miei "soci" compagni d'avventura? Grazie Saverio e Mirko! : :31.gif: :
E infine....ringrazio il Cristo Rei...per non averlo visto! Ehehe, così ho la scusa per tornare un'altra volta in città! : :zzsoft.gif: :
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lisbona3

Un’intera giornata è stata dedicata a una gita fuori porta. Prendendo il treno dalla stazione di Cais do Sodrè abbiamo attraversato la costa e siamo arrivati a [color=red]Cascais[/color], un villaggio di pescatori carinissimo, con negozietti, ristorantini, e belle casette ricoperte di azulejo.

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Ma la nostra meta era un’altra, e così abbiamo preso il bus che ci ha portati a [color=red]Cabo da Roca[/color], il punto più a ovest del continente europeo: si tratta di una scogliera a picco sull’oceano Atlantico, battuta dal vento e dalle onde. Il poeta Luis de Camoes ha descritto questo luogo: [font=Times]“[size=7]Onde a terra acaba e o mar começa[/size]”[/font], letteralmente “Dove la terra finisce e inizia il mare”.
Non c’è nulla, se non un faro e un magnifico e malinconico paesaggio.

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Personalmente, questo luogo mi ha colpito ed emozionato ed è stata una delle cose più belle dell’intero viaggio. In un luogo del genere ci si sente parte del tutto: del mare, della natura circostante, dell’orizzonte, di qualcosa che è tanto più grande di noi…Forse è proprio questa la saudade…

[URL=http://img692.imageshack.us/i/dscn8476.jpg/][IMG]http://img692.imageshack.us/img692/8559/dscn8476.jpg[/IMG][/URL]...[URL=http://img191.imageshack.us/i/dscn8480.jpg/][IMG]http://img191.imageshack.us/img191/5751/dscn8480.jpg[/IMG][/URL]


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L’ultimo giorno è stato dedicato alla visita del quartiere più moderno di Lisbona, che ha solo un decennio di vita. E’ il [color=red]Parque das Naçoes[/color], zona che ha ospitato l’Expo ’98. Si arriva in metropolitana alla stazione “[color=red]Oriente[/color]”, costruzione imponente e futuristica, realizzata dall’architetto Santiago Calatrava. Il parco è enorme, si affaccia sul fiume Tejo e ospita costruzioni originalissime che richiamano il tema del mare. Moltissimi i ristorantini di pesce e le fontane scenografiche. All’interno del parco c’è anche l’enorme centro commerciale [color=red]Vasco da Gama[/color], che ospita centinaia di negozi.

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A presto con l'ultima puntata [IMG]http://i46.tinypic.com/mkao3r.gif[/IMG]
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lisbona2

Altro quartiere molto interessante è [color=red]Belem[/color], cui abbiamo dedicato un’intera giornata. “Belem” significa “Betlemme” in portoghese. Questa zona si trova a ovest, a circa 15 minuti di tram dal centro. Per prima cosa ci siamo catapultati alla famosa [color=red]Pastelaria de Belem[/color] per assaggiare questi benedetti [color=red]pasteis de Belem[/color] di cui avevamo sentito tanto parlare…che dire…buonissimi!!! Pasta sfoglia fragrante, cremina golosa e spolverata di zucchero a velo e cannella…mmmm!!! Siamo andati quel giorno e anche il giorno dopo, e la fila al bancone abbondava. La ricetta è segreta dal 1837 (anche se per tutta la città i tentativi di imitazione sono innumerevoli

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Dopo i dolcini siamo andati ad ammirare un’altra meraviglia: il [color=red]Mosteiro dos Jeronimos[/color]. Questo monastero nel ‘500 era gestito appunto dai monaci di San Geronimo con la missione di pregare per i navigatori e accoglierli. All’ingresso c’è la chiesa con la tomba di Vasco da Gama, invece nei cortili interni si trova lo splendido chiostro in stile manuelino, dove le pietre sembrano merletti.


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Tomba di Vasco da Gama

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[URL=http://img687.imageshack.us/i/dscn8220.jpg/][IMG]http://img687.imageshack.us/img687/5886/dscn8220.jpg[/IMG][/URL]....[URL=http://img192.imageshack.us/i/dscn8215.jpg/][IMG]http://img192.imageshack.us/img192/6531/dscn8215.jpg[/IMG][/URL]


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Poco più in là, affacciato sul fiume Tejo (Tago) c’è il [color=red]Padrao dos Descobrimentos[/color], un bizzarro monumento a forma di prua dedicato ai grandi navigatori portoghesi.

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Ma il vero pezzo forte è stata la [color=red]Torre de Belèm[/color], simbolo dell’antica potenza navale portoghese, bellissima dentro e fuori, splendido esempio di architettura manuelina. Fu costruita nel ‘500 come torre di difesa del porto, ma poi fu adibita a prigione. Dalla terrazza e dalle torrette si gode una splendida vista.

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[URL=http://img109.imageshack.us/i/dscn8271.jpg/][IMG]http://img109.imageshack.us/img109/7094/dscn8271.jpg[/IMG][/URL]....[URL=http://img695.imageshack.us/i/lisbona071.jpg/][IMG]http://img695.imageshack.us/img695/2742/lisbona071.jpg[/IMG][/URL]



A presto con le ultime due puntate [IMG]http://i282.photobucket.com/albums/kk250/Murd0cK/sigespa6ib7.gif[/IMG]
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lisbona1

[URL=http://img686.imageshack.us/i/lisbona204.jpg/][IMG]http://img686.imageshack.us/img686/7103/lisbona204.jpg[/IMG][/URL]

Meta: [color=red]Lisbona, Portogallo[/color]
Periodo: [color=red]10-13 dicembre 2009[/color]
Compagnia aerea: [color=red]Easyjet[/color]
Budget: [color=red]volo+sistemazione 170 euro[/color]



[URL=http://img198.imageshack.us/i/dscn8314h.jpg/][IMG]http://img198.imageshack.us/img198/8999/dscn8314h.jpg[/IMG][/URL]
Lisbona è stata una piacevole sorpresa: è una città stranissima e visitandola si ha l'impressione che il tempo si sia fermato parecchi decenni fa. La frenesia e la modernità delle altre metropoli europee le è estranea, e al contrario si respira un'atmosfera dolce, rilassata, ritmi lenti e una genuinità che non immaginavo.











[URL=http://img64.imageshack.us/i/dscn8129.jpg/][IMG]http://img64.imageshack.us/img64/460/dscn8129.jpg[/IMG][/URL]



[URL=http://img198.imageshack.us/i/lisbona199.jpg/][IMG]http://img198.imageshack.us/img198/607/lisbona199.jpg[/IMG][/URL]




Nei quartieri più antichi si inerpicano stradine ripide e strette, attraversate da vecchi tram di legno molto pittoreschi. I panni stesi, le scalinate, le casette mezze diroccate, coloratissime e ammassate una sull'altra, i ristorantini talmente piccoli da ospitare non più di dieci persone alla volta...e poi punti panoramici (i "miradouros") che svelano scorci incredibili da fotografare e fotografare ancora..

[URL=http://img12.imageshack.us/i/dscn8146.jpg/][IMG]http://img12.imageshack.us/img12/2177/dscn8146.jpg[/IMG][/URL]
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Lisbona è una città semplice e alla portata di tutti ( il costo della vita è piuttosto basso). E poi –nonostante l’aspetto- è una città giovane: accoglie ragazzi da tutta Europa (moltissimi anche gli italiani che studiano o lavorano lì).

Mi sono organizzata con due amici e siamo partiti. Lì ci attendeva un altro amico (che lavora là da qualche mese e che ci ha aiutati e sopportati per tutta la vacanza, oltre a farci conoscere tante persone simpaticissime). In primo luogo ci ha sistemati in un hotel comodo ed economico, la “Fonte Luminosa” (appena si esce c’è subito la metropolitana, fermata Alameda), la colazione è buona e abbondante e le camere essenziali ma pulite (strano che non ci abbiano cacciati, con tutta la baldoria che facevamo : :21.gif: : :

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Lisbona è una città che celebra il suo passato e ne va fiera: patria di navigatori e scopritori, ha piazze e monumenti che richiamano il mare e gli antichi splendori. In particolare, una delle cose che sin da subito ha catturato la mia attenzione è la [color=red]pavimentazione[/color] di piazze e strade: attraverso l'utilizzo di sampietrini bianchi e neri sono stati realizzati autentici capolavori a forma di onda, o di caravelle, navi, sirene...

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Altra cosa bizzarra è il rivestimento esterno delle case, realizzate con gli [color=red]"azulejos"[/color] (che non sono altro che piastrelle di ceramica. Qui da noi spesso vengono utilizzate nelle stanze da bagno, ma in Portogallo sin dal '500 sono una vera istituzione per ricoprire qualsiasi cosa, case, chiese, facciate, pavimenti...

[color=purple]Case rivestite di azulejos[/color]
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[color=purple]Targhette delle vie ricoperte di azulejos
[/color]

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[color=purple]Azulejos in metropolitana[/color]
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E pensate che a Lisbona c'è anche il [color=red]Museo Nacional do Azulejo[/color], che a me è piaciuto molto. E' esposta una varietà ricchissima di azulejos, da quelli più antichi del XV secolo fino ai giorni nostri, e le varie tecniche sono illustrate attraverso pannelli esplicativi.


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[URL=http://img682.imageshack.us/i/dscn8325.jpg/][IMG]http://img682.imageshack.us/img682/5185/dscn8325.jpg[/IMG][/URL]


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Azulejos moderni
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I quartieri più pittoreschi sono il Bairro Alto e l'Alfama.

Il [color=red]Bairro Alto[/color] è il cuore del divertimento e della vita notturna: centinaia di giovani alla sera si riversano in strada per far baldoria in decine di localini (che sono dei veri e propri buchi fatiscenti). Io e i miei amici abbiamo fatto conoscenza con tanti ragazzi italiani che studiano o lavorano lì, e che ci hanno portati nei localini "giusti". Ci siamo proprio divertiti!

[URL=http://img138.imageshack.us/i/dscn8147.jpg/][IMG]http://img138.imageshack.us/img138/2454/dscn8147.jpg[/IMG][/URL]......[URL=http://img696.imageshack.us/i/dscn8148.jpg/][IMG]http://img696.imageshack.us/img696/4812/dscn8148.jpg[/IMG][/URL]


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Andando per locali, da assaggiare sicuramente è la [color=red]Ginjinha[/color], il tipico liquore alla ciliegia....In alcuni posti lo servono addirittura nel bicchierino di cioccolato, una bontà! Andate al Kamasutra e vedrete! (non fatevi impressionare dal nome [IMG]http://www.vocinelweb.it/faccine/animali/pag3/05.gif[/IMG] ).
Però il locale più simpatico è il Mezcal, uno stanzino colorato d’azzurro e dall’atmosfera messicana, un vero e proprio buco dove il proprietario marpione (e bestione) rifila un cocktail dietro l’altro in dolce compagnia delle sue “assistenti-lolite”… (!!!) …e non svelo nient’altro di questa telenovela che ci ha fatto schiattare dalle risate..!! : :c040.gif: : : :e055.gif: :








il "Mezcal"


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Il quartiere dell’[color=red]Alfama[/color] è il cuore della Lisbona medievale, e passeggiare per le sue stradine strette in salita è molto piacevole.


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Altrettanto caratteristico è prendere il [color=red]tram 28[/color] che si arrampica su per questi vicoli. Qui si trova la [color=red]Cattedrale di Lisbona, detta la “Sé”[/color] (abbreviazione di Sedes Episcopales, poiché è la sede del vescovo). Le sue torri medievali sono molto caratteristiche.


[URL=http://img686.imageshack.us/i/lisbona209.jpg/][IMG]http://img686.imageshack.us/img686/7424/lisbona209.jpg[/IMG][/URL].......[URL=http://img686.imageshack.us/i/lisbona219.jpg/][IMG]http://img686.imageshack.us/img686/2241/lisbona219.jpg[/IMG][/URL]


Ma Lisbona è ricca di chiese dagli splendidi interni di valore inestimabile (non a caso il Portogallo è il paese cattolico più praticante d’Europa, e le manifestazioni popolari dedicate alla religione sono molto sentite). In particolare nel quartiere dell’Alfama mi ha colpito la Chiesa di Sant’Antonio ([color=red]Igreja de Santo Antonio[/color]), dedicata appunto a Sant’Antonio da Padova che è nato proprio lì dove sorge la chiesa. A Lisbona è il santo più venerato e invocato, e il 13 giugno viene celebrato con processioni e grandi festeggiamenti. Pare sia una cerimonia bellissima cui assistere.

[URL=http://img64.imageshack.us/i/dscn8386.jpg/][IMG]http://img64.imageshack.us/img64/2586/dscn8386.jpg[/IMG][/URL].....[URL=http://img64.imageshack.us/i/dscn8393.jpg/][IMG]http://img64.imageshack.us/img64/3531/dscn8393.jpg[/IMG][/URL]


Sul luogo della nascita di Sant'Antonio pregò Papa Giovanni Paolo II il 12 maggio 1982

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Altro quartiere carino è lo [color=red]Chiado[/color], al centro del quale c’è una bella piazzetta dedicata allo scrittore portoghese Luis de Camoes. Ma soprattutto qui c’è “A Brasileira”, un caffè situato nella zona in cui è nato Fernando Pessoa (al quale è stata dedicata una statua in mezzo ai tavolini del locale). Fino agli anni ’50 questo era il luogo di ritrovo di scrittori e artisti, poi degli oppositori politici, e tuttora è punto di incontro dei lisboeti.


[URL=http://img163.imageshack.us/i/dscn8117.jpg/][IMG]http://img163.imageshack.us/img163/1633/dscn8117.jpg[/IMG][/URL]


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Io e Pessoa :29.gif:

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Il quartiere moderno di Lisbona è la [color=red]Baixa[/color] (pronuncia: Baìscia), ed è il cuore commerciale della città. La piazza principale è Praça do Comercio, che però purtroppo era recintata per lavori di ripavimentazione. Gli edifici di color giallo-ocra che danno sulla piazza sono i ministeri. Dalla piazza, un Arco di Trionfo funge da porta di ingresso per Rua Augusta, la via pedonale più importante, brulicante di gente e di negozi.


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[URL=http://img686.imageshack.us/i/dscn8301.jpg/][IMG]http://img686.imageshack.us/img686/7450/dscn8301.jpg[/IMG][/URL]


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[URL=http://img64.imageshack.us/i/dscn8308.jpg/][IMG]http://img64.imageshack.us/img64/8631/dscn8308.jpg[/IMG][/URL]

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