Oggi i miei piedi sono messi proprio male, ma con una medicazione “di fortuna” riesco a stare in piedi (anche se zoppico un po’). Andiamo al Lincoln Center for The Performing Arts, un enorme complesso dove spettacoli di danza, musica e teatro si combinano. L’edificio principale è costiruito dal Metropolitan Opera House (sede dell’American Ballet Theater), poi sulla destra si trova la Avery Fisher Hall (sede della New York Philarmonic), e sulla sinistra c’è il New York State Theater (sede del New York City Ballet). Purtroppo c’erano lavori in corso, e non abbiamo potuto visitare il centro come avremmo voluto.



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Altra meta del giorno è stato Central Park, il bellissimo enorme polmone verde di New York.
Innanzitutto devo dirvi che sul lato ovest del parco sorgono le case più lussuose della città,le residenze più prestigiose. Il palazzo più fotografato è senza dubbio il Dakota Building, dove visse John Lennon (e dove tuttora vive la vedova Yoko Ono).

Proprio nel tratto di parco davanti al palazzo si trova lo Strawberry Fields (“campo di fragole”), un giardino a forma di lacrima che è stato il tributo di Yoko Ono alla memoria di John Lennon. Per questo giardino arrivarono doni da tutto il mondo: uno di questi, un mosaico raffigurante la parola IMAGINE (forse la più famosa canzone di Lennon) proviene da Napoli.




Sempre nelle vicinanze di Central Park sorgono altri lussuosi condomini: il Majestic e il San Remo (tra i suoi famosi inquilini, Dustin Hoffman e Diane Keaton, mentre Madonna fu rifiutata dal consiglio dei condomini).
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Central Park è incantevole. Laghetti, colline, prati piantumati con oltre 500.000 alberi, aree gioco, campi da tennis, piste di pattinaggio e zone destinate a ogni sorta di passatempo. C’è chi fa jogging, chi va in bici, chi va in carrozza, chi fa picnic.





Uno dei punti panoramici più belli è la zona attorno al Bow Bridge, un delizioso ponticello in ghisa.



Un altro punto molto bello è la piazza dominata dalla Bethesda Fountain, con la statua “Angeli delle acque"). Il nome Bethesda si riferisce all’angelo biblico della pozza di Bethesda, a Gerusalemme.

Altro incantevole punto è il Conservatory Water, un laghetto che ospita gare di modellini di barche.


Inoltre questo laghetto è molto amato dai bambini perché sulle sue rive sorgono due famose statue: Alice nel Paese delle Meraviglie (col Bianconiglio e il Cappellaio Matto, delizioso), e poi la statua di Hans Christian Andersen raffigurato mentre legge “Il brutto anatroccolo” ("The ugly duckling"). Queste statue sono sempre piene di bambini che si divertono a scalarle.




Alle 16 siamo corsi ad acculturarci al MOMA, il Museo di Arte Moderna (che contiene una delle più complete collezioni di arte moderna del mondo). Molto bello, sei piani espositivi uno più interessante dell’altro, con opere che vanno dai classici postimpressionisti fino all’arte moderna e contemporanea, dal design alla fotografia e alla cinematografia. Era davvero affollato (al venerdì, dalle 16 in poi, si entra gratuitamente, quindi vi lascio immaginare che calca ci fosse).



Sono rimasta un po’ delusa perché le opere del mio amato Kandinski erano momentaneamente assenti, però in compenso ho potuto vedere altre meraviglie. Eccone alcune:
"Notte Stellata" di Van Gogh

"Les demoiselles d’Avignon" di Picasso

"La danse" di Matisse

Dopo aver acquistato qualche poster di rito, siamo andati a cenare al ristorante peruviano “Pio Pio”
(così, uno a caso
Cucina strana ma gradevole, sapori nuovi per noi.

Cebiche y tostones
