NEW YORK seducente


L'avventura inizia ai primi di giugno 2009, quando scopro una tariffa di volo eccezionale Milano-New York (298 euro A/R, volo diretto con Alitalia). Mi dico che è da pazzi non approfittarne, e così...approfitto! Mi sono organizzata, ho prenotato tutto da sola tramite internet (dall'hotel alle attrazioni, dai teatri ai ristoranti). Ho cercato di informarmi, ho acquistato una guida e letto tanti racconti di viaggio, e soprattutto -data la grande quantità di cose da vedere- ho "stilato" un programmino (una specie di tabella di marcia che durante i miei dieci giorni mi avrebbe consentito di perdermi il meno possibile).

In generale, direi che l'impatto con New York è particolare. A me è sembrato di essere entrata in un film: il caos, decine di taxi gialli, le luci, i colori. Una scena vista moltissime volte dallo schermo, così lontana dalla nostra realtà eppure così familiare. Siamo proprio qui, piccole formichine tra milioni, al centro di un mondo che ha significato speranza in passato per i nostri connazionali emigranti, e che -pur con tutte le contraddizioni del caso- non ha mai cessato di essere modello cui attingere. A New York non ti senti straniero: la maggior parte delle cose che noi utilizziamo nel quotidiano passano da qui. Ma c'è una cosa profondamente differente: la forma mentis. Così "cheap", "easy", disinvolta, recettiva, stravagante, zero barriere mentali, in un luogo che offre qualsiasi tipo di stimolo, qualsiasi tipo di attività, un multiculturalismo impensabile altrove: tutto il mondo è qui rappresentato, ogni Paese ha qui la sua fetta di comunità. Decine di lingue diverse! Una ricchezza impareggiabile. Tuttavia New York non è il paese dei balocchi: ha tanti contrasti, e a dispetto dell'atmosfera luccicante è una città rigorosa, che sprizza efficienza da ogni angolo.



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