AMSTERDAM incantevole
Quando si giunge ad Amsterdam si ha la sensazione di essere in un enorme villaggio più che in una metropoli: nonostante accolga milioni di visitatori ogni anno, riesce a conservare quasi l'atmosfera di una borgata, ed è proprio questo che le dona fascino. Amsterdam è accogliente, vitale. Il trambusto cittadino si mescola alla rete dei canali, alle tranquille strade alberate, agli edifici bizzarri (lo stile architettonico è originale, e passeggiare lungo le strade di questa città è quasi come sfogliare le pagine di una rivista d'arredamento!)
Ma Amsterdam è anche la città simbolo dell'eccesso: il suo successo come prima meta europea per il fine settimana è sicuramente legato alla larga disponibilità di stupefacenti e sesso. Qui gli spacciatori e le prostitute non fanno parte di un mondo "sommerso": ci sono, si vedono, sono "rispettabili contribuenti" le cui opinioni contano nella società. Questo atteggiamento di "tolleranza" verso le minoranze non è cosa recente: già nel Seicento la città accoglieva liberi pensatori in materia religiosa, rifugiati ebrei, la libertà di stampa veniva incoraggiata, le case chiuse autorizzate.
Ecco, la mentalità "liberale" di Amsterdam si può riassumere così: "Pur non approvando il tuo comportamento, lo tollero. Non ho il diritto di interferire con i tuoi diritti, se non voglio che tu interferisca con i miei".
Sarà anche questa apertura mentale il motivo della consistente presenza di molteplici gruppi etnici: una grossa fetta di popolazione proviene da Paesi quali Turchia, Pakistan, Cina, Indonesia, Vietnam, Suriname, Caraibi....Ciò si constata soprattutto dalla presenza di moltissimi ristoranti, bancarelle e negozi tipici di tali etnie.
Il Nieuwe Zijde (Quartiere "Nuovo") è il centro di Amsterdam, un mix caotico di tram, biciclette, artisti di strada e organetti. I contrasti si susseguono, estremi: dalle maestose chiese ai negozi di profilattici.
La grandiosa Centraal Station (Stazione Centrale) è la porta d'ingresso alla città: ha le sembianze di un castello, in mattoni rossi, con due torri imponenti che sovrastano l'entrata principale, e rilievi raffiguranti scene di mercanti. Ma questa stazione fu costruita soltanto nel 1889: un tempo qui c'era il porto, qui i velieri provenienti dall'Indonesia, dalla Tasmania e dalle Americhe scaricavano le loro preziose merci. Ora il porto si trova alle spalle della stazione.
Amsterdam è una città sull'acqua, e davanti alla stazione moltissimi battelli attendono i turisti per un primo tour attraverso i canali della città.
Il trasporto sui canali è per lo più riservato ai turisti, mentre i residenti se ne servono raramente, preferendo spostarsi tramite la bicicletta (laggiù è quasi una religione, ce ne sono migliaia! e i ciclisti possono contare su una fitta rete di piste ciclabili, con incroci e semafori appositi)
Uscendo dalla Stazione Centrale ci si immette sulla Damrak, l'arteria principale della città, la via più turistica e affollata, tutto un susseguirsi di negozietti, chioschi, ristoranti e alberghetti. La Damrak sulla sinistra è costeggiata da un canale, e anche da qui partono i battelli per il tour della città.
Percorrendo la Damrak si giunge a Piazza Dam, la più importante della città, nella quale centinaia di persone si ritrovano. Il nome "Dam" significa "diga", e infatti la piazza fu edificata nel luogo dove sorgeva l'originaria diga sul fiume Amstel (che dà il nome alla città).
Qui sorge anche il Palazzo Reale (Koninklijk Paleis). Oggi il palazzo non è più la sede della regina (la residenza ufficiale della Regina Beatrice si trova a L'Aia), ma viene utilizzato per occasioni solenni.
Passeggiando oltre Piazza Dam, dopo un paio di chilometri si giunge al pittoresco Bloemenmarkt ( il Mercato dei fiori galleggiante). Qui si tocca con mano la passione degli olandesi per i fiori. Decine di chioschi (che in realtà sono chiatte galleggianti ormeggiate sul canale Singel), un mix multicolore di fiori, vasi, bulbi e piante ornamentali.
Re incontrastato è il tulipano, simbolo d'Olanda, di svariate qualità e colori, esportato in tutto il mondo. Una curiosità: la passione olandese per questo fiore risale al Seicento, quando, fra tutte le merci esotiche di cui i mercanti olandesi rifornivano la città, ben poche erano pregiate come i bulbi che venivano dalla Turchia. I cittadini di Amsterdam mettevano insieme collezioni di tulipani, come fossero monete o francobolli. Il desiderio dei collezionisti di possedere gli esemplare migliori era tale che i bulbi erano quotati alla borsa merci di Amsterdam. Verso gli anni '30 del Seicento -all'apice della "febbre del tulipano"- i bulbi spuntavano cifre più alte degli smeraldi! Oggi naturalmente non è più così, ma al tulipano è riservato un posto d'onore permanente nella cultura olandese.
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