A Istanbul ho messo piede per la prima volta in una moschea, la bellissima Moschea Blu (Sultanahmet Camii).

All'interno, un ambiente enorme con decorazioni sfarzose: tappeti rossi, lampadari, pareti interamente ricoperte da piastrelle di ceramica Iznik (la qualità migliore).
Decine di finestre con vetri colorati inondano di luce l'interno, e le cupole sono dipinte con motivi geometrici e arabeschi.
La sala della preghiera è enorme, ma noi turisti non possiamo accedervi, bensì solo guardare al di là delle transenne.
Ci sono poi aree separate (sale di preghiera più piccole) riservate alle donne.
Per poter accedere alla moschea tutti i turisti devono togliere le scarpe e inserirle in appositi sacchetti disponibili all'entrata. Le donne devono inoltre indossare un velo che copra il capo (ma c'erano molte turiste senza velo).
Un'esperienza sorprendente è stata visitare Palazzo Topkapi. Un complesso grandioso costituito da decine di padiglioni e stanze lussuose, giardini, fontane, ricchissime decorazioni e collezioni di gioielli e tesori. Per 400 anni fu la residenza ufficiale dei sultani ottomani e delle donne dell'harem.

All'ingresso, sopra la maestosa porta, si erge il tugra (monogramma personale del sultano, utilizzato come sua firma e apposto sui documenti ufficiali).
Poco oltre l'ingresso si trova il "Divano", un edificio bellissimo che ospitava la sala in cui si incontravano i visir (ossia i ministri del sultano).
La Sala del Trono...
Altri particolari e giardini...
Impressionante è il padiglione dedicato alla Tesoreria imperiale: si rimane abbagliati da un trionfo di gemme preziose, smeraldi, diamanti , ori incastonati in spade, pugnali, armature, specchi, brocche, troni, corone...Oggetti di incalcolabile valore.
All'interno di Palazzo Topkapi l'attrazione più gettonata è sicuramente l'HAREM (parola che significa "proibito"). Era la residenza delle mogli e delle concubine del sultano. Gli unici uomini che vi potevano accedere erano il sultano e i suoi figli.

L'Harem è un dedalo di corridoi, appartamenti e sale piastrellate.
La sala più grande è la Sala Imperiale, che veniva utilizzata per i divertimenti; il sultano assisteva agli spettacoli seduto su un trono.
Le donne dell'harem erano schiave e provenivano da ogni angolo dell'Impero ottomano. L'harem ne ospitava circa mille. Aspiravano a divenire le favorite del sultano e a dargli un figlio, circostanza che talvolta portava al matrimonio. Nel 1909 le ultime donne lasciarono l'harem.
Una curiosità: nell'harem era situata anche la "Gabbia", una serie di stanze in cui venivano relegati e imprigionati i fratelli del sultano al fine di evitare problemi di successione (infatti presso gli ottomani non valeva il principio della primogenitura, e ciò poteva portare a sanguinose lotte fratricide per assicurarsi il trono).
A poche centinaia di metri da qui sorge un altro simbolo di Istanbul: Aghia Sofya (Santa Sofia), una delle più grandiose costruzioni al mondo, con più di 1400 anni alle spalle. Fu inaugurata da Giustiniano nel 537 ed è simbolo della raffinatezza dell'architettura bizantina. Nel 1400 gli Ottomani la trasformarono in moschea.

All'interno, un ambiente grandioso: una cupola enorme, colonne e pavimento di marmo, enormi medaglioni calligrafici, mosaici bizantini.
Sotto la cupola ci sono alcuni ponteggi (infatti l'edificio è in fase di restauro).
All'esterno si erge la fontana per le abluzioni, in stile turco rococò.
A pochi metri da qui sorge l'attrazione turistica più insolita della città: la Cisterna basilica (Yerebatan Saray). Ci caliamo sottoterra e ci troviamo di fronte a uno splendido esempio di ingegneria bizantina. Si tratta di una vasta cisterna d'acqua sotterranea, progettata durante l'impero di Giustiniano nel 532. Gli Ottomani la scoprirono solo dopo un secolo dalla loro invasione. L'interno è cupo e suggestivo, con centinaia di alte colonne ai piedi delle quali c'è acqua (e ci sono moltissimi pesci!).






























































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