
Il Grand Bazar (Kapali Carsi), ovvero caos e colori alla massima potenza.

Fondato nel 1453, è un enorme labirinto di oltre seimila negozietti-bancarella carichi di merci: tessuti, tappeti, ceramiche, lampade, gioielli, abbigliamento, stampe e ogni genere di manufatto e souvenir.
Ma all'interno ci sono anche chioschi, ristoranti, caffè, banche, un ufficio postale, una moschea e una stazione di polizia. Una città nella città insomma. Malgrado le indicazioni, perdersi è facile (per fortuna ci sono diverse entrate/uscite).
I negozianti sono molto insistenti, ti chiamano, sorridono, cercano di attaccar bottone.Tutti. E' sfiancante. Ma basta non dare retta e andare avanti per la propria strada, dopotutto è il loro lavoro..Contrattare però è d'obbligo: i turisti sono considerati polli da spennare e i prezzi sono gonfiati all'inverosimile. La tecnica fondamentale da adottare per non essere fregati clamorosamente, è proporre la metà del prezzo d'origine. Se il commerciante si rifiuta, bisogna andarsene. A questo punto il venditore vi richiama indietro (funziona sempre così), offrirà un bicchierino di the e cercherà di accordarsi proponendo prezzi più bassi. Il turista propone un prezzo, il venditore ne propone un altro, e così via (si può andare avanti per delle mezzore, finchè non si raggiunge un prezzo che soddisfa entrambi). Certamente questa procedura di contrattazione porta allo sfinimento, ma se un oggetto ci interessa davvero, alla fine ne vale la pena. Io personalmente mi sono cimentata in varie contrattazioni, sono impazzita io e sono impazziti i venditori..(mi dicevano:"Tu italiana, gusti difficili...")
..ma dopo qualche ora alla fine ho portato a casa tante cosette che mi piacevano a prezzi accettabili: un narghilè, un fez (copricapo tipico), 3 coloratissime lampade decorate a mosaico, un suzani (tessuto lavorato a mano con perline), un piatto di ceramica e un paio di tipiche babbucce turche, Una curiosità: tutti i venditori ci chiedevano da dove venissimo, e soprattutto da quale parte dell'Italia...Questo perchè secondo la loro mentalità un turista italiano che proviene da Milano (o dal nord in generale) è ricco (e quindi i prezzi a lui riservati saranno più alti); se proviene dal centro Italia è "così e così", invece se proviene dal sud è più "povero". Di questo ne sono assolutamente convinti...(!) 
Poco distante da qui c'è anche il coloratissimo Bazar delle spezie (Misir Carsisi) risalente al 1600.

Montagne di spezie, frutta secca, erbe essiccate, caramelle, noccioline, marmellate, pistacchi, miele, noci, mandorle, caffè turco, rimedi afrodisiaci, ecc..

























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