Giornata frenetica! oggi abbiamo macinato kilometri!! Ci siamo svegliati presto intenzionati a veder l'alba dal Ponte di Brooklyn...L'alba non l'abbiamo vista, comunque non importa, è stato bello lo stesso. Già sul presto il ponte era attraversato da un buon numero di lavoratori mattinieri frettolosi, ciclisti e fanatici dello jogging. Il mio amico maratoneta ha trovato pane per i suoi denti, e io sono stata libera di fotografare in lungo e in largo questa meraviglia architettonica e i panorami (tra l'altro c'era un ventaccio! lì le correnti beccano in pieno, portatevi un paraorecchi). Ecco, diciamo che attraversare il ponte è un buon inizio di giornata: andata e ritorno con passo spedito si fanno più o meno in 30 minuti (ma se ci si ferma per le foto allora i tempi si dilatano parecchio). Percorrete poco più di 2 km (andata + ritorno).
Adiacente al Ponte c'è il Southstreet Seaport, la zona portuale di New York, ristrutturata e molto carina, con navi ormeggiate, bel panorama e tanti negozietti. Fate una visitina al Pier17 (molo17) che è sede di un centro commerciale carino ed economico.
Poi siamo corsi a Wall Street! il centro dei mercati finanziari mondiali: Borsa, banche , uffici, bandiere americane. Qui si trova appunto la Borsa ("New York Stock Exchange") chiusa al pubblico e contornata da transenne e da decine di uomini della sicurezza.
Vicinissimo c'è la Federal Hall (il luogo in cui giurò George Washington come primo presidente USA. Sul luogo esatto sorge la sua gigantesca statua.
Poco più in là c'è la Federal Reserve Bank, la banca delle banche, autorizzata a emettere valuta (ho letto , pensate, che qui -5 piani sottoterra- sorge la cassaforte più grande del mondo, con oro di provenienza internazionale protetto da porte di 90 tonnellate!)
Usciti da questa zona, avevamo un certo languorino, e così ci siamo fiondati in un altro locale: Katz's Deli (nominato da tutte le guide), un'altra americanata che vale assolutamente la pena di vedere. Ambiente carinissimo (è la tipica tavola calda americana). Da questo locale è passata parecchia gente famosa, presidenti USA, sindaci di New York, star dello spettacolo e dello sport, e qui è stata girata la famosa scena del film "Harry ti presento Sally". Il locale era stracolmo ma abbiamo finalmente assaggiato i blintzes, tipiche crepes americane dal gusto tra il dolce e il salato. Non mi hanno entusiasmato, ma provatele comunque (c'è la variante al formaggio, o formaggio e frutta- ma badate che qui il concetto di formaggio è un po' strano)
Blintzes
Dopo pranzo è stata la volta della celeberrima Chinatown, allegra accozzaglia di colori, odori, negozietti pacchiani e insegne colorate. Nell'insieme non dà una grande impressione di igiene, ma comunque sia la si deve buttare sull'analisi sociologica: qui i cinesi sono una moltitudine e si espandono sempre di più, isolato per isolato. E' una città nella città.
Poi abbiamo cercato -con il lanternino, è il caso di dirlo- le 2 strade in croce che costituirebbero Little Italy. Trovate! Che dire, Little Italy è uno scherzo, di italiano c'è ben poco, diciamoci la verità: il tutto si riduce a una fila di ristoranti (Ristorante La Nonna, Pizzeria Da Gennaro, Caffè Palermo, Caffè Sorrento, Sicilia bella, ecc..).. Ma chi gestisce non è mica tanto italiano. e anche la qualità dei cibi non dev'essere proprio italiana. Parola di gelato.
Per dare una parvenza di italianità i negozietti espongono cannoli siciliani e magliette del napoli, e per sottofondo la cara loretta Goggi urla maledetta primavera...
Usciti dal trambusto di queste vie corriamo in hotel a metterci in ghingheri: Broadway ci attende! Con il musical "HAIR"!!
Ragazzi, che dire...fantastico!! uno spettacolo superbo, al di sopra delle aspettative. Attori giovani di grande talento, nulla a che vedere con gli scimmiottamenti di casa nostra. Qui la stoffa c'è eccome, il pubblico era coinvolto, io ero incantata, incollata lì per 2 ore a bocca aperta. Luci, musiche, balli di grande impatto: sensazionale. Già "Hair" in sè è il re dei musical. Sicuramente lo conoscete (è quello delle musiche Aquarius" e "Let the sunshine in", famosissimi). nato negli anni '70 , parla delle proteste e dei movimenti studenteschi di quegli anni, e lancia anche ai giorni nostri un messaggio sempre attuale: NO WAR. La versione che ho visto io ha avuto grossi riconoscimenti di critica (giudicato il miglior "musical-revival" dell'anno). Meritatissimo. Peccato solo che fosse vietatissimo far foto...
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Per concludere la serata siamo andati a mangiare all'Empire Diner, altro localino imperdibile citato dalle guide. Molto carino e particolare: è un vagone di pullman ristrutturato e adibito a ristorante. Ho assaggiato il bagel, altra specialità (una specie di panino-ciambella ripieno di crema al formaggio e salmone, buonissimo).







































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