Il mio diario di viaggio a New York
Ragazzi!! Che storia, sono a New York! Sono le 3.39 del mio primo giorno qui e non riesco a dormire (per la serie: il fuso orario non mi tange

Nove ore di volo non ci hanno stesi, e così ci siamo catapultati subito a vedere quest'ottava meraviglia del mondo, il centro del centro, il cuore pulsante: TIMES SQUARE. Usciti dalla metro lo spettacolo che ci si è parato davanti è stato grandioso e vertiginoso: un mix inebriante di colori sgargianti, luci accecanti e rumori metropolitani; una fetta di umanità brulicante al cospetto di edifici giganteschi, insegne luminose intermittenti che al primo sguardo ti disorientano. Sembra di essere dentro a un film, o al luna park, o a las vegas, è qualcosa che ti seduce ma allo stesso tempo ti lascia smarrito. Ci incamminiamo seguendo il flusso di gente. Il profumo di hot dog e manicaretti fritti ci avvolge. Ai lati delle strade, venditori di qualsiasi cosa. Ristoranti, fast-food stracolmi e teatri si susseguono senza soluzione di continuità. E' la 42esima strada, la "regina" del Theatre District. Signori, benvenuti a Broadway.
Faccio foto in lungo e in largo, non è difficile cogliere lo spirito di queste strade.
Decidiamo di fare il nostro primo pasto americano, e decidiamo di dare l'onore al famoso "Carnegie Deli" (nominato da tutte le guide, definito “la quintessenza dei locali newyorkesi”. Ecchessaramai? Entriamo. Bel localino piccolo e affollato, camerieri indaffaratissimi, atmosfera accogliente e casalinga. Prendiamo l’omelette tipica della casa, con l’american cheese e le french fries. Mamma mia ragazzi, credo mi rimarranno sullo stomaco ancora per parecchie ore! Porzioni troooppo troooppo abbondanti, e cose trooppo trooppo pesanti. Buoni sì, ma mattoni che ti stendono. Portate che ne basta la metà (metà degli ingredienti, soprattutto). Però andateci almeno una volta: è un’americanata culinaria
) Abbiamo anche dato la nostra prima mancia….eh sì, questa mancia americana obbligatoria….che assurdità. Ho letto che se dai il 10% è inaccettabile; se dai il 15 % è appena accettabile, il 20% son tutti contenti. Bah!!Ma vi devo parlare dell’hotel! Bellissimo!! Ho fatto proprio la scelta giusta. Hotel NEWTON, 2528 Broadway, un 3 stelle che per quanto mi riguarda di stelle potrebbe averne anche 4! Avevo letto che era uno dei migliori della sua categoria, e in effetti lo è. Nuovissimo, pulitissimo, comodissimo e attrezzatissimo. Alla metro vicinissimo!
) Né una crepa, né una mattonella rotta, né una macchia sulla moquette. Camera spaziosa, letti grandi e comodi, lenzuola candide, forno, frigo, bollitore, televisore piatto, ferro da stiro, asse da stiro, specchio grande, bagno accogliente e tantissime luci. Siamo nell’Upper West Side, accanto a Central Park, a due passi da Harlem da un lato, e a due passi dalle casette di Madonna, John Lennon, Dustin Hoffman e Marylin Monroe. Erano (o sono) tutti qui. E anche noi siamo qui, per 8 notti, per 371 euro a testa tasse escluse.Comunque qui la gente è proprio americana! Non stupitevi se vedete donne coi bigodini in testa che vanno in giro, o se in ogni stazione metro c’è un concerto o un gruppo di ballerini giamaicani improvvisati. Troppo divertente e folcloristico. Inutile dire che l’atmosfera cosmopolita è tangibilissima, e ciò si vede soprattutto nei vagoni della metropolitana (che a New York è un’istituzione): in due ore mi è passata davanti la varia umanità, dal giamaicano disinvolto all’affarista giapponese, dall’operaio turco al cameriere ispanico, dal ragazzo nero rappettaro ai fidanzati cinesi, dalla texana trash al grassone americano, e molto altro.
















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